Non conosco drogati felici
Al minorenne, nulla. Al maggiorenne, diciamo a suo zio, sarebbe invece consentito detenere “per uso ricreativo” 15 grammi di marijuana a casa, 5 fuori, coltivare sempre in casa fino a un massimo di cinque piante ma senza venderne il raccolto. Con altre cinquanta persone al massimo, potrà fondare un
19 AGO 20

Sembra un testo completo in cui si è pensato davvero a tutto, ma non so come ho l’impressione che i 200 e passa parlamentari di quasi tutti i partiti che lo hanno firmato, e dispiace per gli ottimi Giachetti e Manconi, al momento opportuno si siano fatti veramente una canna.
Non avevo mai visto finora un miscuglio così raffinato e perverso di totalitarismo statale che vuole imporre comportamenti individuali virtuosi, al di fuori dei quali il reato persiste e finto libertarismo del padre che non ci sta a voltarsi dall’altra parte e a far finta di nulla, quindi al suo pargolo diciottenne rifila un buffetto e un sorriso complice. In nome del principio di precauzione, del danno socialmente minore, si cancella il libero arbitrio, la libertà di “delinquere”, di provare a proprio rischio e pericolo il piacere dell’interdetto. Perché delle due l’una: o l’uso di marijuana è libero e consentito allora ognuno fa quel che gli pare oppure è vietato.
Francamente non si sentiva il bisogno di questo rigurgito di anni Sessanta, di questa riesumazione dello spirito di Woodstock e “Easy rider”. In cosa poi sarebbe più libera, più moderna una società in cui si vende erba in posti con il marchio dei Monopoli? E poi perché la marijuana sì e l’haschisch no? Dopo anni di allegria impunita e impenitente, mi sono convinto che, a parte l’uso a fini terapeutici per malati terminali, la proibizione è meglio di una legalizzazione per altro parziale. Insomma è uno dei (rari) casi in cui il cosiddetto bacchettone reazionario ha dalla sua molte più ragioni del progressista riformista e liberale: è vero che la proibizione ha perso la guerra alla droga, che la destra americana ha pensato un tempo che sarebbe stato meglio liberalizzare cocaina ed eroina, fatto sta che i narcos sono più ricchi e potenti di prima ma cercare di contenerli legalizzando la marijuana è un miraggio. La distinzione fra droghe leggere e pesanti non esiste: tutte danno maggiore o minore assuefazione, perché il problema non è la droga ma l’esistenza della faglia psichica in cui si infila creando l’illusione che l’angoscia possa sparire e per un attimo placarsi. E questo c’è sempre, anche per una semplice canna. Un’autorità mondiale in materia disse tempo fa di non conoscere drogati felici.